lunedì, 03 luglio 2006
(Rigurgitato da Cavuccio un giorno qualsiasi)
Il bisogno di scrivere. Quello che ti viene improvviso, irrefrenabile, come lo stimolo a vomitare dopo una sbronza che ti ha distrutto lo stomaco. Perché paragonare una cosa bella come la scrittura, una delle conquiste più grandi dell’umanità, al vomito? Perché tutte e due vengono da dentro, ci mostrano quello che siamo nel profondo di noi stessi, nelle viscere. Una massa informe di liquidi, acidi, succhi, gastrici, sangue, pezzi di carne e pasta indigesta. Qualcosa che non è niente di definito, non è ancora nutrimento, vitamine, proteine, zuccheri, ma solo un bolo informe e disgustoso. La scrittura quando vien fuori così dalla stomaco invece che dalla testa è proprio una massa confusa e senza senso, priva di ragione apparente, un fluire non arginato di pensieri e parole, errori e miscugli di frasi già lette, di sentimenti mai provati e forse mai desiderati, di paure inconfessabili che forse resteranno tali.
Così vomito queste parole, perchè sono sospeso a testa in giù su quel mare di nebbia impenetrabile che è il mio futuro, sulla domanda senza risposta che tutti mi fanno e alla quale mai rispondo: cosa vuoi fare della tua vita? cosa vuoi fare nella vita? Ed io, sempre a testa in giù su questo grigiore insondabile resto ciondolante ad ammirarne la mutevole forma, il miscelarsi dei fumi, l’ingarbugliarsi in vortici dell’esistenza. Della mia esistenza.
A chi voglio darla a bere. Sotto sotto, è un desiderio ce l’ho, che queste quattro righe possano farmi sentire come Keruac o Fante, come un ribelle del mondo, controcorrente, affamato di vita ed esperienze. Invece sono solo un anonimo, aspirante al rango di “uomo” in qualche modo definibile. Come si definisce un uomo? In genere da quello che fa, da quello che dice, da quello che sogna.
E se uno non sogna? Non dice? Non fa? Allora gira solo intorno ad un baratro, in una specie di limbo, come sul raccordo anulare senza sapere quale sia la propria uscita. Tutti lo guardano come se fosse né carne né pesce. Incredibile vero? Essere identificati da una negazione multipla “né…né”. E allora ti vengono in mente solo storie tristi per descrivere quello che sei…che so magari “morte di un commesso viaggiatore” “la leggenda del santo bevitore” “uno nessuno e centomila” ecc. Arrivare ad una certa età è sentirsi indefinibile, quasi evanescente… indescrivibile, ma non per una propria originalità, quanto per l’incredibile banalità della propria esistenza. Fare il bilancio annuale della propria vita e accorgersi di avere di fronte solo un foglio bianco, niente uscite, niente entrate. Col peso di quell’orribile pensiero che si affaccia. Se a scuola il tuto giudizio recitava sempre “si applica ma può fare di più…”adesso cosa direbbe? Forse sarebbe molto peggio di questo.
Vedete? Quando dico che questa scrittura viene dallo stomaco voglio dire che non è ragionata. Un attimo prima parli della scrittura, subito dopo di te stesso. Passando da un argomento all’altro come quando i pensieri si rincorrono dopo la scintilla iniziale allontanandosi da esso, verso strani, nuovi mondi. Forse con un vocabolario più ampio riuscirei a descrivere questo rigurgito creativo con i giusti termini, ma dei tanti libri che ho letto mi son rimaste dentro solo le storie, non le parole. Abbastanza inutile dal punto di vista dello scrittore. Perché non puoi copiare una storia pari pari da un altro autore, puoi però prenderne le parole e rimodellarle per i tuoi scopi donando loro nuovi significati. Alla fine le parole sono di tutti, sono un fondo comune di investimento aperto a chi ha il coraggio di attingervi, investendo, rischiando. Le storie no, per quanto si possa dire che tutto è già stato scritto ci saranno sempre storie nuove da narrare, finché ci saranno uomini che vivono ed esistono e scrivono, primi fra tutti, la Storia sulla loro pelle.
Tolgo qualche ragnatela da questo blog-ripostiglio…c’è poco da dire… sono stato assente in maniera imperdonabile. E lo sarò ancora tranquilli……
mercoledì, 15 febbraio 2006
Che strano, è un po’ che non scrivo e appena mi rimetto alla tastiera, l’unica cosa che mi viene in mente è cosa che più mi ha colpito di recente. Dunque, visto che esco poco di casa, attraverso uno di quei periodi di trascuratezza trascendentale che in genere porta all’ira mia mamma e la mia ragazza, non mi rimane molto da fare che parlare di cosa vedo in casa. No, tranquilli, niente testi elaborati sulla bellezza delle piccole cose quotidiane. Abitando in 3 (più ospiti fissi) in 40 metriquadri, dopo un poco più di 10 anni il fascino tende a perdersi. Cosa ha stimolato le mi sinapsi negli ultimi giorni? LOST. Penso che molti di voi ne avranno sicuramente sentito parlare. Tra qualche giorno lo trasmetterà in chiaro Rai2, dopo averlo rimandato di sei mesi per la dovuta e inderogabile messa in onda di un classico della televisione italiana: l’Isola dei Famosi.
Torniamo a noi, LOST, partorita dalla mente di JEFFREY LIEBER, JJ ABRAMS e DAMON LINDELOF, che hanno nel loro curriculum Alias e Crossino Jordan, è una serie che da un inizio scontato si dipana in modo del tutto inaspettato. Precipitati a causa di un disastro aereo su di un isola del Pacifico, 48 tra uomini e donne (e un cane), sono costretti ad una non facile convivenza in attesa di soccorsi che forse non arriveranno mai. Un buona sceneggiatura tratteggia in poche battute i caratteri le fisionomie di quelli che saranno i veri protagonisti della serie. L’eroe, la bella, il cattivo, lo stronzo, il misterioso, ecc. In verità tutto abbastanza normale e banale, ne più ne meno di tanti altri telefilm in circolazione, i differenti caratteri si scontreranno, nasceranno degli amori degli odi, il tutto all’insegna della lotta per la sopravivenza. Sbagliato. Con pochi parole sullo script della serie l’evolversi della storia vira in modo decisivo verso il mistero. Durante la prima notte sull’isola rumori di qualcosa di grosso arrivano dal profondo della foresta. Un gruppo in esplorazione viene assalito da un orso polare (su di un isola del Pacifico!?). Strane visioni appaiono anche ai più razionali dei sopravvissuti. Ma soprattutto tutti sembrano avere qualcosa da nascondere, tutti hanno un passato non proprio tranquillo o comunque da raccontare. Pian piano grazie ai flash-back delle loro vite prima dell’incidente, ricostruiamo le esistenze di ognuno, e sono pochi quelli che non riservano sorprese. Come spettatore rimani colpito dai continui passaggi, forse a volte anche infastidito, ma sempre a prevalere è la curiosità. Perché lui/lei si comporta in quel modo? Perché ha fatto ciò? Perché era su quell’aereo? Cosa nasconde l’isola? Perché non ci sono mai vere risposte? Perché ognuno dei personaggi così ben delineati all’inizio sembrano sgretolarsi e rivelare l’inaspettato? Perché cavolo non parlano tra loro e si spiegano, perché si nascondono in loro stessi…PERCHÈ….perchè i perché sono così tanti?
Una risposta c’è: i creatori sono due grandissimo figli di … capaci di mantenere l’attenzione per ben 25 puntate, costringendoti a scaricare tutta la serie e a fare maratone televisive di sei ore per sapere cosa succede nella puntata successiva. Vabbè, basta così se continuo a parlare rischio di rivelare qualcosa di troppo. Tranquilli, tutto quello ho detto accade nelle prime puntate, mi dispiace se ho rovinato un po’ la sorpresa, ma era necessario per attirare la vostra attenzione a stuzzicare la vostra curiosità.
A presto.
PS
Lost ha vinto un Emmy (l’Oscar televisivo) come miglior serie drammatica del 2005.
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martedì, 03 gennaio 2006
Forse avrei dovuto scrivere un bel post sul Natale, sulla neve che scende lieve giù dal ciel, sulle sfogliatelle che prepara mamma ogni anno e che fanno l'invidia delle massaie nouvelle cousine di tutto il paese (e non solo). Sarebbe stato adatto un post sui buoni sentimenti, che tutti ci ricordiamo di avere solo in questo periodo, mentre il resto dell'anno siamo sempre dei grandissimi stronzi. Forse avrei dovuto scrivere un corposo post sul bilancio di vita di fine anno (che non faccio mai) o sui proposito per il nuovo (che puntualmente dimentico prima della Befana), oppure sul veglione del 31, quello quasi in famiglia, a base di pessima cucina ma grande compagnia, tra canti popolari, karaoke, long drink con vino di casa e birra del Liddl. Forse ci sono! Che ne direste di un post bello triste, intriso di quella magnifica malinconia da festività, da familgia riunita a tavola a Natale, quella che si rinfaccia reciprocamente i difetti e gli errori di ognuno? No. forse dovrei parlare della fine del contratto di lavoro, (ma si puor far finire un contratto domenica 8 gennaio!?), sul futuro incerto e più che mai misterioso. Ma non sono abbastanza masochista, semmai sono sadico. Ecco ci sono parliamo di sadismo!!!! Vediamo di fare l'elenco semiragionato o irragionevole dei regali avrei voluto fare ai "miei 25 lettori" ... pardon caro Manzoni... direi meglio i miei 5/6 lettori più assidui. Dopotutto è il pensiero che conta. Giusto?1)
Noeyalin credo che pratica come sei potrei regalarti qualcosa di molto concreto. Purtroppo in genere faccio di testa mia con i regali quindi ti becchi un sogno: il mondo ideale, tutto in bianco e nero. Tu con i
tacchi a spillo e il
tailleur, taccunino e macchina da scrivere reporter del New York Times, che dopo una rischiosa indagine nei bassifondi della città denunci i misfatti del corrotto capo della polizia. E mentre lui ti chiama minacciandoti, tu gli fai ascoltare il suono delle rotative che stampano la fine della sua carriera e gli urli :-
E' la stampa bellezza e tu non puoi farci niente!-
2)
Ataru tu che sei uomo di mondo e hai bisogno di sentirti realizzato grazie alle cose che ti piacciono di più (come me del resto) regalo il la fantastica edizione di
Trivial Pursuit speciale
anni '80. Lo so che forse ce l'hai già, ma vorrei aver avuto l'onore di vedere la sua faccia stupita e gongolante quando ha avuto la scatola tra le mani, sarebbe stato un po' come guardarsi allo specchio (ma io sono più bello).
3)
Aoi per una che ha già il sogno americano a portata di mano , che vive in un mondo al crocevia di tante culture (italia america giappone) dove lei stessa è una straniera in terra straniera, è difficile trovare qualcosa che possa interessarle. Allora ho pensato a farle un bel pacchetto con il
Quantum Leap, ti ricordi il telefilm? Lui che viaggiava nel tempo infilandosi nel corpo delle persone più diverse. Chissà forse ti piacerebbe, vivere per un po' le esistenze di altri, essere vista come una del posto dovunque vai, uno di famiglia in qualunche famiglia. Non so, ma se proprio il regalo non ti piace, non lo buttare...me lo prendo io!
4)
Insanesoul con te non so perchè ho pensato di regalarti un gioco di ruolo..,ma è un regalo impegnativo occhio. Pensando alle tue storie d'amore e passione che qualche volta ho letto sul tuo blog, ho deciso di regalarti la più impegnativa possibile: nel pacchetto c'è la vita da
Padre Ralph, potrai essere un prete dalla fede indissolubile, travolto da cocente passione per una ricca e sensuale ereditiera australiana: che deciderai di fare? Metterai a rischio la fede, la tua sanità mentale, la tua carriera per una donna che ti ha toccato il cuore (e non solo)ma che è anche la moglie del tuo
caro fratello?L'ultimo particolare l'ho aggiunto io perchè se no era troppo faicle.:-)
5)
Ninna sono indeciso: siccome presto avrai un pensiero fisso che per qualche tempo occuperà la tua vita, ti faccio il multiregalo. Il mitico libro dei nomi per sapere quale non scegliere per tuo figlio/a. Se è una femminuccia credo sia utile regalerle un fioretto, quello da Lady Oscar intendo, non vorrai mica che cresca in questo mondo pazzo senza saper tirare di spada? Se è un maschietto una voglia a forma di saetta su una chiappa: così non potrà mai dire che Harry Potter gli sta sul c..zo!
6)
Negen al cuginetto non ho dubbi: una bella scorta di ore di sonno, così non mi capita più di beccarlo al letto all'ora di pranzo il giorno di Natale.
Buon Natale passato e futuro a tutti voi.da
Cavuccio
postato da: Cavuccio alle ore 11:07 |
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lunedì, 19 dicembre 2005
È inutile tentare di lavorare quando non riesci a concentrarti neanche un minuto.
Allora non rimane che sperare nella buona sorte, e scrivere un post inutile quanto le cartoline con su scritto CIAO.
Il post in questione, originalmente ispirato a quelli del caro Ataru sulle chiavi di ricerca, vuole rendervi partecipi delle foto più cliccate, più viste nella galleria di immagini che Cavuccio ha messo in piedi su http://www.flickr.com/photos/cavucciopix/
Non linko tutte le immagini perché come al solito ho grosse difficoltà col binomio Splinder/Mozzilla in ufficio. Se vi interessano andate a cercarvele su Flickr ;-)
Top10 delle foto più viste.
Diciamo chiaramente che, ispirato da Insanesoul, ho capito che alcuni "particolari" tag attiravano, notevolmente le visite di qualche utente, voglioso o voyeur che fosse. È innegabile, però, che alcune foto o immagini siano piaciute anche senza inganno. Da ricordare il bel bozzetto di produzione di King Kong che occupa un orgoglioso terzo posto, pur essendo stato postato in luglio, quando del film di Peter Jackson i media ancora non parlavano. Ma il gorillone non può nulla contro l'atavica belva del lago di Bracciano: La Tartaruga! Colta in atteggiamenti compromettenti, è finita su tutti i rotocalchi rosa e nelle emeroteche delle parrucchiere di tutto il mondo, accanto agli ultimi amori di Costantino (ma chi cazzo è questo, cosa fa, dove va ma che ce ne frega a noi????) e alle foto di Sandra Milo nuda. Grazie ai soldi ricavati dalla vendita di suddetta foto, il presente Cavuccio ha potuto pagarsi il viaggio tanto desiderato a Parigi. Proprio di Parigi è la foto che ha conquistato il primo posto in classifica. A onor del vero amo molto questa mia piccola realizzazione, ma la consideravo banale. Fotografare qualcosa che è già bella di suo, non è troppo difficile. Ma la capacità espressiva di Amore e Psiche fanno tanto onore allo scalpello del Canova, quanto alla mia Canon.
1. L'Amour et Psyché 188 views
"Che io muoia mille volte, piuttosto che perdere te mio dolcissimo sposo! Perché io ti amo, e chiunque tu sia ti amo disperatamente, ti amo più di me stessa e non ti scambierei nemmeno con lo.. "
2. Turtle no censored 158 views (il sesso tira sempre...)
3. King Kong 2 96 views
4. Collage Wedding 92 views (qualcuno deve essersi divertito a cercare amici e conoscenti)
5. King Kong 62 views
6. Hand at work 60 views (per alcuni mesi una delle foto più viste e apprezzate)
7. The Big Stone 60 views (il fascino del gigante che dorme)
8. Il Codice da Vinci 58 views (i tag aiutano)
9. Cappuccetto Rosso Dark 53 views (Cacciatori di Fiabe?)
10. Per Sempre Super 52 views (avete visto il teaser del film)
Per quanto riguarda invece i premi speciali delle altre le altre categorie, alla voce "Favorites" troviamo al
1° premio "Lake palcid 2" - i bambini che si tuffano nel lago raccolgono tre speciali ammiratori
2° premio " L'Amour et Psyché" - il museo del Louvre supera la prova del nove
3° premio "Hand at work" - una delle prime foto artigianali merita un premio speciale
Dubbi sulla categoria "Interesting" . Non ho ben capito come Flickr assegni i posti in classifica, ma il risultato è questo:
1. L'Amour et Psyché
2. Lake placid 2
3. Labyrinth
Bene, dopo questa interessantissima e inutile classifica alla "Alta fedeltà" di Nick Hornby, vi lascio ai vostri commenti e vi invito a stilare le vostre classifiche di Flickr…se ci tenete tanto…
PS Saluti a Maurizio Seymandi e al Supertelegattoooone ai quali dedico questo post
venerdì, 16 dicembre 2005
Fuori tema rispetto al post precedente non ho potuto però resistere dall'anticiparvi alcune chicche cinematografiche che arrivano direttamente dalla mecca del celluloide…
Sempre alla ricerca di nuove storie, gli originalissimi sceneggiatori statunitensi si sono invece specializzati in remake.
Chi si lamenta che la gente scarica film da internet, dovrebbe guardare invece a cosa ci propinano le grandi major di Hollywood. Tra qualche tempo la voce "sceneggiatura originale" scomparirà dalle categorie degli Oscar (Accademy Awards).
Alcuni esempi? È appena primo teaser di Miami Vice, splendido telefilm degli anni '80, tra chili di droga, ferrari e belle donne ,vestiranno i panni (firmati naturalmente) dei due detective dell'antidroga il duo Jamie Foxx (che abbiamo visto in Ray), Colin Farrell(che ha interpretato il biondo condottiero in Alexander).
Remake tutto per i ragazzi è invece Quello strano cane di papà (1976) che (non stupitevi a questo punto) in origine era stato lui stesso un remake di un film del 1959 (titolo originale Shaggy Dog).
Vi ricordate un vecchio film Disney con il signore che a causa di una maledizione incisa su di un anello risalente ai Borgia, finiva trasformato in un pelosissimo cucciolone di razza bobtail?
Sul versante catastrofico torna a battere rotte pericolose, il transatlantico Poseidon. Rovesciato da un onda anomala, costringerà i malcapitati superstiti a una corsa contro il tempo per salvarsi. Con buona pace di Peter Sellers,(e Ataru) Steve Martin prenderà il suo posto nella nuova edizione della Pantera Rosa.
Se poi la vostra nostalgia arriva agli anni '30 non dovete fare altro che andare al cinema a vedere King Kong. Fedelissimo remake dell'originale del 1933, diretto dal grande Peter Jackson desideroso di fare questo film da quando vestiva un amico con la pelliccia della madre e una maschera mentre lui girava il suo primo corto con la 8mm del padre . Forse il ricordo di molti è invece legato a una versione del 1986 con il gorillone arrampicato sulle (sigh!) Torri Gemelle. Da dimenticare .
Ce ne sono altri, ma ve li dico la prossima volta ;-)
A presto, spero, con altre ghiotte novità.
giovedì, 15 dicembre 2005
A sorpresa (sopratutto mia) torno a scrivere. Se qualcuno si aspettava un maggior impegno da parte mia, mi scuso. Avete ragione. Abbandonare un blog per tutto questo tempo, senza farsi vedere ogni tanto, é come lasciare un figlio dai nonni, perché si ha troppo da fare. Ho sbagliato e me ne pento. Ma non so proprio se riuscirò a migliorare. Per ora, stimolato da una proposta della Noe* di qualche tempo fa, ho abbozzato questa specie di post. Speriamo sia un nuvo inizio, io per primo...
*(http://sic.splinder.com/ scusate ma il browser non supporta splinder)
Sono Ying
(on air)
Lavoro per uno dei più grandi enti di ricerca italiani, mi occupo di ricerche storiche, d'archivio, in vista della realizzazione di un volume che ricostruisca la nascita e l'evoluzione di questo istituto nel corso degli anni. Digito sul mio computer Apple dal design accattivante, le ultime righe di un'interessante sintesi dei progressi scientifici e delle scoperte dei ricercatori dell'ente. Il brusio dei colleghi al lavoro è un piacevole sottofondo alle note della tastiera, in uno spazioso ufficio immerso nel verde alle porte di Roma Capitale. Un piccolo appunto sulla nuova agenda del nuovo anno.
Il mio contratto sta per scadere. Non sono preoccupato, con le mie competenze, il mio percorso di studi e il lavoro svolto fin'ora, non sarà difficile un rinnovo. In caso contrario si sono già presentate alcune opportunità interessanti.
Più tardi tornerò a casa sull'autobus aziendale, niente spese, niente stress, niente rischi; magari ci scappa anche un piccolo riposino rigenerante. A bordo ci saranno Alfredo e Rebecca, due giovani ricercatori rampanti, sempre alle prese con macchinari all'avanguardia, sperimentazioni in laboratorio dottorati all'università. Una volta casa una cena leggera e poi calcetto con gli amici. Avrei avuto da lavorare, ma sono veloce nel contropiede e ci tenevano tanto che giocassi.
Sono Yang
(off the record)
Lavoro per uno dei più grandi enti ricerca italiani. Peccato che in Italia si faccia pochissima ricerca e che ci siano a malapena i fondi per pagare gli stipendi. Ogni giorno scartabello vecchi notiziari per trovare eventi rilevanti, scoperte scientifiche sconvolgenti che puntualmente non trovo. Nessuno mi ha mai chiesto a che punto ero, nessuno mi ha mai rimproverato, nessuno mi ha mai detto che stavo sbagliando. Perché allora non sono soddisfatto? A volte mi chiedo a cosa serva il mio lavoro. Spesso mi rispondo che forse è utile per pagare l'affitto( che tra l'altro mi sono appena ricordato di non aver versato). Scusate per gli erroti di battitura ma digito su un vecchio Apple blu scuro trasparente molto figo, ma fermo come aggiornamenti a 6 anni fa. Comunque non è vero che i Mac non s'impallano; lo fanno anche loro ma almeno non ti prendono in giro. Stare in questa baracca degli anni 60 che chiamano ufficio, mi mette pure una certa tristezza perché no c'è nessuno con cui parlare. Il rinnovo del mio contratto, che scade tra qualche giorno, dipende da come presenterò i dati raccolti. Già i dati fanno schifo ma, come se non bastasse, al direttore che dovrebbe firmare il rinnovo non frega assolutamente nulla quello che faccio. In compenso se rimango senza lavoro non so proprio cosa fare. Le grandi prospettive del mio corso di laurea si riducono infine a quante persone conosci o alle botte di culo che ti capitano, nonché alla capacità di arrampicarti sugli specchi. Nuovi mestieri … vecchie regole. Ma non mi posso lamentare. Alfredo e Rebecca, chimici laureati con 110 e lode, hanno ormai 30 anni e arrivano a fine mese con una misera borsa di studio o un assegno di ricerca da 700euro, la loro prospettiva ottimistica è un contratto a tempo determinato a 40 anni. Stasera arriverò tardi come al solito, dopo un due ore di autobus bloccato nel traffico, ma con l'autista che guida così male da fare le curve a vomito piuttosto che a gomito. Ho anche la partita di calcetto. Strano che mi abbiano convocato, il mio controllo della palla è paragonabile alla capacità di un cammello di passare per la cruna dell'ago. Ma grazie a Dio lui può farcela. Io sono ateo…
lunedì, 26 settembre 2005
Cosa prova un viaggiatore a sbucare fuori dalla metro a Colosseo? Sentirsi piccoli di fronte ai quasi 2000 anni di storia dell' Anfiteatro Flavio? L'ho capito quando camminando per le stradine dell'Ile de la Cité, girato l'angolo, ho visto quel grande murales di pietra scolpita, quel capolavoro del gotico medievale che è Notre Dame. Poderosa, maestosa, s-facciata di una chiesa costruita apposta per elevare chi la guarda al di sopra delle nuvole, dritto dritto verso l'onnipotenza di Dio.
Pensare oggi, a quel lavoro meticoloso, a quel gusto del particolare, alle rifiniture scolpite con cura dagli abili scalpellini del 1200, può far sorridere, specie se proviamo a paragonarlo ai capolavori architettonici moderni(sigh!). Disquisizioni artistiche a parte, parlare di Notre Dame può essere un pretesto per parlare di Parigi nella sua interezza. Come il gotico gioca con le ombre dei suoi archi e le luci delle sue vetrate, così Parigi, la ville lumiere, gioca a mutare sotto gli occhi astanti di chi percorre le sue vie. Allora ecco Parigi piena di luci. Parigi che si mostra, che appare. Parigi che fa la ruota davanti ai viaggiatori di fine 800 e ai turisti d'inizio millennio.
Ma Paris è anche ombra. Ombre della metropolitana di notte, di vicoli dove sembrano nascondersi i peccati di un città troppo sfavillante per essere tutta reale. Parigi dei tanti clochard, gli unici ad apprezzare veramente il vino francese. Parigi dei posti dove non andare dopo il tramonto, lo squallore del Pigalle, i pericoli della Gare du Nord. Paris la folle, che troppo spesso sembra una bella puttana di lusso, una di quelle d'alto borgo; raffinata in apparenza, volgare e menzognera sotto le vesti costose. Luci e ombre insieme a dare fascino a questa città.
Peccato vedere Parigi da turista, meglio sarebbe andarci ogni tanto, godersela a piccole dosi. Cercare di viverla nel quotidiano, per andare oltre i soliti percorsi e scoprire i tanti gioielli di una città senza nome, fatta di boulagerie sotto casa, di ristoranti etnici, di piccoli musei, di antiche librerie, di artisti di strada, di giocolieri e mangiafuoco nelle notti sotto Notre Dame.
Parigi è così in bella mostra che fotografarla è anche troppo facile. Finisci che fai solo scatti da cartolina; invece ti devi rilassare, devi entrare nei ritmi della città per poi cercare di guardarla con occhio critico per coglierne i particolari, senza farsi distrarre da quello che lei vuole farci vedere.
Allora diventi tu il creatore di cartoline. Come al Louvre. Quando pensi di fotografare la Pyramide di vetro da una prospettiva differente e invece lanci una moda. Lo scatto non è niente di speciale (lo potete vedere su Flickr) e non a fuoco come vorresti, ma ha comunque creato un precedente: dietro di te c'é la fila per mettere la fotocamera dove l'hai messa tu, per fare la medesima foto, quasi fosse un rito, una tradizione. Pazzesco.
A volte si è così fuori luogo come turista che anche le cose banali diventano eccezionali. Prendete le métro: 14 linee che attraversano così bene i sotterranei di Parigi da poterla girare tutta…senza mai sbucare fuori. Niente di speciale direte voi: ma provate a farlo a Roma!
Fine prima parte…
……scusate ma ho altro da raccontare, forse a voi non interessa ma il blog è mio e sono 2 mesi che non scrivo nulla. A presto…intanto guardatevi le prime foto...
venerdì, 02 settembre 2005
Salve a tutti e bentrovati, cari passanti per questo blog!
per cause ignote no posso leggere i blog di splinder dall'ufficio. Forse un malanno estivo, forse quelli della sicurezza si sono accorti che lavoro poco, non so. Fatto sta che posso solo scrivere, senza poter leggere e quindi rispondere a eventuali commenti! Per lo meno non mi é possibile durante la giornata, ma dalla prossima settimana , cercherò di fare qualcosa la sera. Voi nel frattempo andate pure a leggervi i vecchi post, magari quando invecchiano sono come il vino........diventano aceto! Prossimo post annunciati: "Parigi val bene una messa"
venerdì, 05 agosto 2005
(nell'autoradio: "Viaggi e miraggi" F.DeGregori)
Forse stavolta ce la faccio! Forse, dopo anni di sole idee, di rinunce, di contrattempi, finalmente vado in vacanza anch' io. Cominciavo a sentirmi un diverso, uno di quelli che a settembre non ha nulla da raccontare delle proprie vacanze. Non ho mai fatto veri viaggi d'estate, il concetto stesso di vacanza, nella mia famiglia, non è mai stato compreso. Le ferie erano e rimangono una pausa dal lavoro per portare a termine altri lavori. In campagna è così. Ma stavolta è quasi fatta: ho prenotato, ho pagato, mi sono organizzato e adesso non si torna più indietro. Non è stato facile. Un po' ho dovuto litigare col mio subconscio che è rimasto stravolto dalla novità iprevista. Un po' ho avuto paura che succedesse qualche disgrazia, qualche casino, qualche catastrofe naturale come al solito, la quale mi avrebbe impedito di portare a termine il mio programma. Certo siamo ancora in tempo per gli imprevisti ma sarei comunque contento, di quanto ottenuto fin'ora. Lo so che per voi vacanzieri, ormai esperti, queste sono bazzecole, una riflessione utile quanto la valutazione artistica di una parete in cemento armato. Almeno per tutti voi che partite in vacanza da soli o con la famiglia da quando avete 6 anni. Ma per molti sappiate che non è così. Se volete saperlo esistono universi di sfiga ancora inesplorati, tenetelo presente. È poi per vacanza non intendo andarmene alle Isole Seiascelle oppure a Riminiriccionecostazzuracaprimikonos. Che mi frega! Se voglio riposarmi non devo mica fare 800 km nel deserto! Me ne starei a casa, sulla sdraio in giardino, a leggere un bel libro!
In fondo a me basterebbe spostarmi dalla base, ogni tanto, anche di qualche kilometro. Persino i dintorni della propria città a volte possono essere pieni di sorprese, di cose da vedere e da scoprire, delle quali non conosciamo l'esistenza. Ma se ti manca l'auto allora anche una giornata al mare va programmata in largo anticipo. Diciamo poi che non è solo colpa del destino. La responsabilità è soprattutto mia, che a forza di resistenze mi sono talmente abituato a stare fermo, che ho ormai rivoluzionato l'idea di estate. Ad esempio per tanti miei amici d'estate il cinema è tabù, per me invece è il miglior periodo dell'anno per andare a vedere un film. Biglietti ridotti per i film della passata stagione, anteprime appetitose, aria condizionata, ma soprattutto sale quasi vuote. Nessun vociare insistente, niente bambini pestiferi,ampia scelta di posti e perché no massima intimità se sei con una ragazza! Però, vedere le bellezze artistiche, i paesaggi, assaggiare i piatti (il contenuto dei piatti intendo) per i quali sono i giapponesi a farsi 2000 km, questo si che mi manca. Sapete che abito a 40' di strada da Ascoli Piceno e non l'ho mai visitata? Peggio! Nella mia città hanno aperto un bel museo archeologico da alcuni anni e non ci sono mai entrato! Per concludere ecco i consigli per crearvi il vostro VILLAGGIO VACANZE.
Quest'anno state a casa perché non avete una lira da spendere? I vostri amici si sono organizzati senza di voi? Volevate andare in Egitto ma i terroristi vi hanno detto che era tutto prenotato? Allora state tranquilli, fatevi consigliare dall'esperto. Prendetevi una vera vacanza, passeggiate come turisti giapponesi nella vostra città, prendetevi un po' di tempo con i vostri cari, quelli che non vedete mai, andate a trovare il vostro vicino di casa, organizzate una caccia al tesoro per i vostri cuginetti o nipotini (se ne ricorderanno a vita!), scoprite come vostra madre prepara quel piatto buonissimo, oppure compratevi una sdraio e il Signore degli Anelli e buon riposo!
Ah dimenticavo! Se dal 24 al 30 agosto vi prende una crisi di nervi e sentite la mia mancanza…ricordate di non rompermi le balle perché stavolta in vacanza ci sono io!…;-))
mercoledì, 27 luglio 2005
Particolarmente affezionato all'ultimo post, ho aggiunto alcune foto di supporto su Flickr.
Sono i poster dei film che ricordo con più nostalgia nella mia infanzia.
Forse qualcuno é piacuto anche a voi...
LadyHawke, La storia Infinita, Highlander, I Goonies, Legend, I Banditi del Tempo
Se Avete tempo prendetevi un pomeriggio libero, procuratevi un bel pacco di popcorn, chiudete le persiane, buttatevi sulla poltrona più comoda che avete...guardate uno di questi film non ve ne pentirete.